Serena Pasqua

Lavori artigianali che hanno anche movimento. Pinocchio pedala e fa girare il cesto con l’uovo, nella seconda immagine, gli uccellini si avvicinano come per darsi un bacio.

Anche quest’anno le Festività Pasquali sono anomale. Con la speranza che tutti seguano le regole suggerite anche se la stanchezza causata dalle restrizioni può essere tantissima, auguro di tutto cuore Serenità.

Ho bisogno di tutti VOI

Per aiutare Camilla

ladimoradelpensiero

Amici,
ho bisogno del vostro aiuto …
Camilla, la ragazza di cui scrissi tempo fa, è in serie difficoltà economiche, la raccolta fondi, nonostante la generosità di tantissime persone, non sta dando i frutti sperati, per questa ragione, a breve, non sarà più in grado di continuare le terapie, rischiando di mettere a repentaglio la propria vita.
Sarebbe un gesto piccolo, ma “grandissimo”, tentare di offrirle una vetrina importante.
In che modo?
In un intervallo di tempo, che va dal 15 al 20marzo 2021, chiedo a ciascuno di voi di inviare una mail alla Redazione di Pomeriggio 5, di modo da attirare l’attenzione degli autori del programma (una sola rischia di passare inosservata).
Di seguito il testo da inviare, indicando come “Oggetto”: SALVIAMO LA VITA A CAMILLA SERAFINI.

carabarbara@mediaset.it

Ringrazio chiunque aderirà e chiederà ad altri di fare lo stesso …
– Carla

Sono sempre stata…

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Arte e cultura su muro

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Ho scattato questa foto a Volano una frazione che fa parte del comune di Codigoro, in provincia di Ferrara, nella regione Emilia-Romagna, perché attirata dall’immagine dell’airone, che trovo molto bella. In seguito ho notato anche la parte scritta che è tratta da un romanzo di Giorgio Bassani e che riporto qui di seguito:

Per notizie su Giorgio Bassani cliccare sul QUI oppure QUI

IL LIBRO

Nel primo dopoguerra, in un nebbioso dicembre che invade le campagne ferraresi anestetizzandole con la sua penetrante umidità, il proprietario terriero Edgardo Limentani decide di riprendere un’abitudine abbandonata da molti anni, dedicandosi a una solitaria battuta di caccia sulle sponde limacciose del Po. Ma già durante la meticolosa preparazione mattutina viene sopraffatto da un’invincibile stanchezza e ripugnanza per tutto ciò che lo circonda, a cominciare dal suo stesso corpo

“Come era meschino e antipatico anche il suo viso, come era assurdo!”

descritto con implacabile e disgustata severità nelle sue esigenze fisiologiche.
Anche la vicinanza della moglie volgare e avida, la bambina indifferente, la madre senescente e smemorata, i domestici pigri, le trattorie fumose e dozzinali non fanno che aumentare il suo fastidio insopprimibile per la vita: “non c’era più niente che non lo urtasse, non lo ferisse…”. Immerso in un “cupo pozzo di tristezza accidiosa”, qualsiasi cosa gli provoca “il consueto, amaro senso di estraneità, quasi di repulsione”, e la giornata di caccia in cui non riesce a sparare un colpo (mentre osserva la natura, gli uccelli, l’agonia di un airone ucciso con crudele e gratuita noncuranza), diventano metafora della sua banale esistenza:

“Come diventava stupida, ridicola, grottesca, la vita, la famosa vita… E come ci si sentiva bene, immediatamente, al solo pensiero di piantarla con tutto quel monotono su e giù di mangiare e defecare, di bere e orinare, di dormire e vegliare, di andare in giro e stare, in cui la vita consisteva!”

La realtà ambigua, l’opportunismo politico di ogni ambiente, i tradimenti coniugali, la cupidigia economica da cui si vede assediato vengono osservati dal protagonista come attraverso una spessa lastra di vetro, che lo difende e insieme lo separa da tutto: e Giorgio Bassani, in questo bellissimo romanzo, L’airone, che gli valse il Campiello nel 1969, accompagna il lettore con essenziale misura verso un finale inevitabile e tragico. (tratto da SOLOLIBRI.NET )

Non ho letto questo libro, ma ammetto che mi attira molto e penso che ben presto lo acquisterò.