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Serene Festività

Anche quest’anno è un Natale atipico, con tanti pensieri che non ci fanno stare sereni, con un Virus che non vuole saperne di cedere le armi e lasciarci in pace, con persone che non hanno più lavoro, che hanno perso tutto a causa delle trasformazioni del tempo, ecc. La lista sarebbe ancora lunga, però nonostante tutto voglio augurare giornate di serenità, che diano la forza di continuare a lottare.

AUGURI DI CUORE – PATRIZIA

Qualche foto scattata lungo le strade di Comacchio che quest’anno oltre ad avere illuminato il centro strorico, ha creato anche uno spazio natalizio tutto dedicato ai bambini e volontari hanno creato, come da tradizione, i Presepi sotto vari ponti. Le foto sono state scattate in momenti e giorni diversi uno dall’altro, questo il motivo di foto con il sole, con la nebbia, con il buio o all’interno di negozi.

Nell’ultima foto Jarvis, cerca di appropriarsi di un’addobbo dell’albero di Natale.

Sole e coccole

Foto scattata troppo velocemente, infatti non è molto limpida, perché non volevo riprendere il viso della bambina, in modo da pubblicarla senza problemi. Però era una scenetta veramente dolce e mi ha colpito anche il contrasto delle dimensioni della bambina e del cagnolino con i grandi vasi delle piante, quindi non ho resistito e ho scattato. Click!

Serena Pasqua

Lavori artigianali che hanno anche movimento. Pinocchio pedala e fa girare il cesto con l’uovo, nella seconda immagine, gli uccellini si avvicinano come per darsi un bacio.

Anche quest’anno le Festività Pasquali sono anomale. Con la speranza che tutti seguano le regole suggerite anche se la stanchezza causata dalle restrizioni può essere tantissima, auguro di tutto cuore Serenità.

Arte e cultura su muro

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Ho scattato questa foto a Volano una frazione che fa parte del comune di Codigoro, in provincia di Ferrara, nella regione Emilia-Romagna, perché attirata dall’immagine dell’airone, che trovo molto bella. In seguito ho notato anche la parte scritta che è tratta da un romanzo di Giorgio Bassani e che riporto qui di seguito:

Per notizie su Giorgio Bassani cliccare sul QUI oppure QUI

IL LIBRO

Nel primo dopoguerra, in un nebbioso dicembre che invade le campagne ferraresi anestetizzandole con la sua penetrante umidità, il proprietario terriero Edgardo Limentani decide di riprendere un’abitudine abbandonata da molti anni, dedicandosi a una solitaria battuta di caccia sulle sponde limacciose del Po. Ma già durante la meticolosa preparazione mattutina viene sopraffatto da un’invincibile stanchezza e ripugnanza per tutto ciò che lo circonda, a cominciare dal suo stesso corpo

“Come era meschino e antipatico anche il suo viso, come era assurdo!”

descritto con implacabile e disgustata severità nelle sue esigenze fisiologiche.
Anche la vicinanza della moglie volgare e avida, la bambina indifferente, la madre senescente e smemorata, i domestici pigri, le trattorie fumose e dozzinali non fanno che aumentare il suo fastidio insopprimibile per la vita: “non c’era più niente che non lo urtasse, non lo ferisse…”. Immerso in un “cupo pozzo di tristezza accidiosa”, qualsiasi cosa gli provoca “il consueto, amaro senso di estraneità, quasi di repulsione”, e la giornata di caccia in cui non riesce a sparare un colpo (mentre osserva la natura, gli uccelli, l’agonia di un airone ucciso con crudele e gratuita noncuranza), diventano metafora della sua banale esistenza:

“Come diventava stupida, ridicola, grottesca, la vita, la famosa vita… E come ci si sentiva bene, immediatamente, al solo pensiero di piantarla con tutto quel monotono su e giù di mangiare e defecare, di bere e orinare, di dormire e vegliare, di andare in giro e stare, in cui la vita consisteva!”

La realtà ambigua, l’opportunismo politico di ogni ambiente, i tradimenti coniugali, la cupidigia economica da cui si vede assediato vengono osservati dal protagonista come attraverso una spessa lastra di vetro, che lo difende e insieme lo separa da tutto: e Giorgio Bassani, in questo bellissimo romanzo, L’airone, che gli valse il Campiello nel 1969, accompagna il lettore con essenziale misura verso un finale inevitabile e tragico. (tratto da SOLOLIBRI.NET )

Non ho letto questo libro, ma ammetto che mi attira molto e penso che ben presto lo acquisterò.