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Sagra dell’anguilla 2014 – Comacchio

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Si è svolto a Comacchio (Fe) nei giorni 27 e 28 settembre 2014, il primo fine settimana dedicato alla XVI Sagra dell’Anguilla.

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sagra 1

Cottura alla griglia dell’anguilla

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sagra 2

anguilla alla griglia

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Si è anche rinnovato il gemellaggio gastronomico fra Parma e Comacchio, in collaborazione fra Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma e Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara. Gemellaggio che è avvenuto con l’abbinamento anguilla – prosciutto, accompagnati con Malvasia e Fontana, i vini delle due zone.

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sagra 3

Preparazione del Prosciutto di Parma per gli assaggi

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sagra 4

Prosciutto di Parma

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Ovviamente, oltre agli stand gastronomici con piatti a base di anguilla e i vari ristoranti, vi erano tanti tipi di bancarelle con le loro specialità, come questa con tutto a base di cioccolato.

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sagra 5

La salumeria del Cioccolato

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sagra 6

Porchetta e Mortadella di Cioccolato

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sagra 7

Dolcetti e Cioccolate varie

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O questa tutta a base di frutta e verdura

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sagra 8

Tipica imbarcazione di Comacchio ricolma di frutta e verdura

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sagra 9

Carriola con verdure varie

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E per chi ne aveva voglia, si poteva fare anche un bel giretto lungo i canali, con le tipiche imbarcazione di Comacchio.

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sagra 10

Giretto in “batana”

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sagra 11

Passaggio sotto al Ponte degli Sbirri

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sagra 12

Scorcio di Comacchio

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La sagra si svolgerà anche nei giorni 3 – 4 Ottobre e  10 – 11 Ottobre!!!

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Bolaga

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La bolaga è un recipiente che viene usato per mantenere vive le anguille. Infatti è tutto forato, in modo che vi entri l’acqua e le anguille possano sopravvivere per arrivare ancora fresche al momento della lavorazione che consiste nel cuocerle allo spiedo e poi metterle in salamoia (acqua, sale marino, aceto di vino bianco) in recipienti di legno o di latta.
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Inizialmente le “bolaghe” erano di vimini, poi con il passare degli anni si è arrivati ad usarne di plastica, come quella della foto, che è stata immersa in uno dei canali di Comacchio in occasione della Sagra dell’Anguilla, ( che si è svolta nei primi tre fine settimana del mese di Ottobre 2013)  per poterla fare vedere anche ai turisti. I pesci che vi nuotano attorno sono cefali che vivono normalmente nei canali.

(L’ombra sulla destra della foto è dovuta alla sponda del ponte che attraversa il canale, il ponte detto  “Ponte degli Sbirri” risale al XVII secolo ed è stato così chiamato proprio perché sorge in prossimità delle vecchie prigioni. )

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bolaga

La sagra dell’anguilla di Comacchio

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La cottura delle anguille  


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L’anguilla è la regina indiscussa delle Valli di Comacchio, essendo legata sia alla natura del territorio che alla sua storia. Un misterioso richiamo attrae le anguille dal Mar dei Sargassi alle Valli di Comacchio, dove arrivano nel tardo inverno o a primavera, dopo un viaggio che può durare anni. Qui, nelle acque salmastre della laguna, le anguille compiono il loro processo di metamorfosi ed accumulano il grasso necessario per ripercorrere, dopo quasi quindici anni, il lungo viaggio attraverso l’oceano che le riporterà, per l’ultima volta, al mare dove si riprodurranno. Le anguille a cui viene impedito il viaggio di accoppiamento non sviluppano adeguatamente gli organi sessuali e si trasformano in capitoni, particolari per dimensioni e sapore. La ciclica migrazione dell’anguilla argentata di Comacchio, ripetuta nei millenni, è stata attentamente osservata dagli uomini delle Valli che hanno inventato trappole di straordinaria semplicità ed efficacia per imbrigliarle e catturarle proprio nel momento in cui hanno raggiunto la maturità e hanno carni più saporite.

La storia sociale delle Valli di Comacchio vede l’anguilla protagonista indiscussa dell’economia della popolazione e della sua cultura. L’antico villaggio di pescatori, costruito su alcune isolette al centro della laguna, era infatti sprovvisto di tutto, anche dell’acqua dolce, che doveva essere trasportata dalla terraferma. L’isolamento millenario di Comacchio fu alleviato solo intorno alla metà dell’Ottocento, quando fu costruita la strada carrozzabile che la collegava a Ostellato. Le leggi vessatorie in vigore fino a quell’epoca, impedivano ai comacchiesi, così come alle popolazioni vicine, la pesca e lo sfruttamento commerciale della loro ricchezza, costringendoli al “furto” e al contrabbando, per cercare di sfuggire ad una miseria inimmaginabile. Il solo possesso di strumenti da pesca era un reato punito con il carcere.

La storia delle Valli è la storia dei vallanti e dei pescatori di frodo, i fiocinini, che avevano fatto del furto di pesce un mestiere lecito e necessario, da insegnare e tramandare. Braccati dalle guardie, questi “lavoravano” la notte, scivolando sull’acqua a bordo delle caratteristiche barche lagunari, nascosti dalle nebbie e preda dei venti, della pioggia scrosciante, del gelo. Come per il maiale altrove, dell’anguilla a Comacchio (e dintorni) non si buttava nulla… Persino il grasso che colava durante la cottura veniva raccolto per essere utilizzato per l’illuminazione o, mescolato all’olio, per friggere il pesce. Con la pelle, debitamente essiccata, si facevano i lacci da scarpa. Le teste e le code venivano consumate dai fiocinini o donate dai vallanti ai poveri; le trippe d’anguilla in umido erano considerate una prelibatezza da chi non poteva permettersi altro; non si gettavano nemmeno le lische, consumate fritte e croccanti. La marinatura dell’anguilla, eseguita prima artigianalmente e poi a livello semi-industriale, consentiva e consente di conservare la prelibata e preziosa Regina delle Valli per tutto l’anno e di distribuirla in tutto il mondo.

Durante la pesca autunnale – da ottobre a dicembre – il fulcro di tutte le fasi di questa operazione era la “sala del fuoco” ,suggestivo e singolare palcoscenico del celebre film La donna del fiume, diretto da Mario Soldati e  interpretato da una giovanissima Sophia Loren. Le anguille appena pescate venivano selezionate e suddivise per peso e dimensioni (ogni fase dell’evoluzione è tutt’ora identificato da un nome) , tagliate a pezzi (i morelli) e infilzate in lunghi spiedi sospesi ad un girarrosto multiplo posto davanti ad enormi camini. A cottura ultimata, sfilate dagli spiedi e disposte in barili con una speciale salamoia, erano pronte per la distribuzione. L’anguilla marinata, lavorata e conservata con tecnologie moderne, è ancora oggi la più tipica delle specialità di Comacchio.

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(Le parole del testo, ci tengo a precisarlo, non sono mie, ma prelevate dal web)

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