Come madreperla

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Non ho la minima idea di come si chiami la pianta dalla quale ho preso queste foglie.  So solo che mi hanno incuriosita perché erano tutte secche e quando mi sono avvicinata appena le ho toccate si sono aperte, facendomi scoprire al loro interno dei semini molti piatti e sottili. A dividere le due foglie esterne ed i semini attaccati ad ognuna di esse, una pellicola sottilissima- Ne ho raccolte alcune e le ho fotografate appoggiandole sopra ad un pezzetto di velluto nero. La loro trasparenza e lucentezza ha dato questo risultato.
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26 thoughts on “Come madreperla

  1. “…appena le ho toccate si sono aperte!!!….”
    Certo!!!
    Vedi Pat? Come si trasforma in bellezza ciò che tocchi con le Tue mani di Grazia??? 🙂
    Un abbraccio c♥rdiale
    C.

  2. Ricordo che mia mamma aveva in casa questi rami secchi.Mia zia ne ha un alberello in giardino,ma non credo di saperne il nome.Una signora mi disse che era l’alberello di Sant’Antonio.ma su Google non esce niente con questa ricerca.Comunque sono molto belle e l’effetto che hai creato col nero è splendido.buona domenica Pat!

    • Si sono molto belle, io ne ho preso solo le foglie che toccando si sono aperte, non ho avuto il coraggio di tagliarne dei rametti, penso che siano troppo belle nel loro habitat naturale🙂
      Dolce notte Kiara
      Pat

    • Ciao, io nell’orto di mia sorella li raccolgo tutti gli anni……. Ti posso assicurare che non si tratta di un alberello ma di una comunissima pianta ad arbusto, che vista da verde è abbastanza bruttina poi fa dei fiori bianchi/lilla e infine quando secca diventa questo splendore. alcuni vecchietti li chiamano ” bottoni del prete”

  3. Si chiama Lunaria. Se cerchi questo nome su Google immagini, la trovi.Ne ho anch’io qualche ramo in casa, dura moltissimo, ovviamente l’ho fotografata parecchio, è troppo bella con la sua trasparenza🙂

    • Grazieeeee, ora ne conosco anche il nome, ho già sbirciato in Google e ho visto le immagini.
      Hai ragione, è veramente molto bella nella sua trasparenza
      Ciao🙂

    • A mia nonna piaceva molto.Si raccolgono i rametti con le “foglie” secche e si “pelano” stando attente a non romperle, perché sono fragilissime. Una volta pronte le conservi per sempre … e ci fai tutto lo still life che vuoi😉

  4. Ciao tesora …son tornata…
    la prima da cui passo sei tu..🙂
    Bellissima questa foto…Lunaria è il nome perfetto…
    Riprendo con calma e sangue caldo il mio blog in mano…
    spero tu stia bene e ti sia riposata almeno un po’…
    ci rileggiamo cara Pat..mica penserai che ti sei liberata di me????🙂 un bacio immenso.
    vento

    • Ben tornata Ventolino, sei mancata moltissimo e figurati se pensavo di essermi liberata di me, come tu non ti liberi di me ahahha
      Io sto benino, riposata nemmeno un po’ per tanti motivi, ora ho anche gli operai in casa per delle riparazioni quindi figurati il caos🙂
      Spero invece che le tue ferie siano state bellissime, divertenti e rilassanti
      A presto, un bacione
      Pat

  5. Ho trovato sul web:
    L’aspetto rotondeggiante ed argenteo dei frutti maturi della lunaria annua richiama l’aspetto di monete d’argento, e questo ha dato origine a numerosi nomi popolari.
    In Italia, viene chiamata “‘Medaglioni del Papa’”, “Moneta del Papa” o “Moneta pontificia”. Nell’Asia del sud-ovest, viene chiamata “Money Plant” (“Albero dei soldi”), e negli Stati Uniti “Silver dollars” (“Dollari d’argento”). In Danimarca è conosciuta come “Judaspenge”, e in Olanda come “Judaspenning” (Monete di Giuda), un’allusione ai trenta denari d’argento con cui sarebbe stato pagato Giuda Iscariota nel racconto biblico.

    Ciaoooooooooooo

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